Fuori dalla civiltà mitico-americana

“Stiamo provando a iniettare il disinfettante nei pazienti”, Donald Trump, aprile 2020, dopo i 3.000 morti americani in un giorno. Il presidente americano, l’uomo che può premere il “bottone rosso”.

Si spera che questa possa essere la prova generale per trarre consapevolezza, una meravigliosa possibilità per scrollarci la cultura mitico-americana, quella dei film di Micheal Bay e delle aquile a stelle e strisce che partono sullo shuttle e vanno a canestro (ma come dimenticare, soprattutto, la grande mitologia dei fumetti, Marvel in testa).

Non c’è invece un piano per salvare il mondo, e se c’è, lo sappiamo bene e queste uscite ce lo dimostrano, non viene sicuramente da Washington per come la vediamo oggi. Il presidente Trump ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare: ha sbagliato nell’elargire colpe, ha sbagliato nella ricerca di un colpevole, ha sbagliato – errore primario e peggiore – nel sottostimare questa emergenza e lo ha fatto utilizzando nel modo più becero possibile, ossia dimostrandosi disinformato e semplicista come un suo elettore.

Il pensiero analogico, da solo, conduce alla morte di specie. Il pensiero complesso è e rimarrà l’unico modo per l’uomo di riformularsi. Queste riformulazioni non sono e non possono essere arbitrarie né infinite: siamo animali, bimbi, e forse nemmeno tra i più intelligenti. Quanto abbiamo pensato fino ad adesso non è vero. Non andremo su Marte, non colonizzeremo nessun pianeta. Non siamo destinati a lasciare questa terra per una prossima più ricca e forse più propriamente finirà con la mano di qualcuno tesa verso il cielo nella calca di formiche, nel tentativo di respirare.
Le prove generali per trarre consapevolezza, perché dopo il covid verranno i cambiamenti climatici, anche quelli preconizzati dalla scienza e ignorati dai governi.





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