E invece? Invece quando sarà finita? Quando potremo dire fi-ni-ta? – Maggio. – Maggio!?
Beppe Fenoglio, Una questione privata.
Partirono da qui, da Milano, nella mattina del 25 aprile, le famose parole di Sandro Pertini che, mentre i repubblichini di Salò e i nazisti cominciavano a muovere verso nord, disse da Radio Milano libera: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.
75 anni da allora, e quelle parole non sono invecchiate di un giorno. Eppure in questo strano 25 aprile, in questo giorno di poco sole, senza manifestazioni o balli e con qualche timida voce che dalla finestra tenta una canzone popolare, Milano sembra non sia mai stata più sola.
Ci raggiungono dall’altra capitale, Roma, le immagini più strazianti, quelle del Presidente della Repubblica Mattarella, che da solo va verso l’altare della Patria a rendere omaggio al Milite ignoto, da solo, togliendosi la mascherina, nel silenzio. Oggi.

Forse, però, viene in piccola consolazione, una delle immagini più confortanti (per il sottoscritto) di questi giorni di quarantena nera, di clausura e piccolo, borghese, tormento.
Io ho trovato infatti conforto nel nido dei falchi pellegrini che hanno nidificato in cima al Grattacielo Pirelli.
I rapaci sono stati scoperti durante i lavori di ristrutturazione, tre anni fa, e con gioia scopriamo che ogni anno gli animali tornano nel piccolo nido in plastica e ghiaia che per loro è stato costruito.
Anche nel 2020 i falchi sono tornati al Pirellone. E ad aprile le tre uova deposte dalla coppia si sono schiuse.
Sono questi i giorni dei ritorni. Cervi invadono le strade della Toscana, cinghiali scendono a valle, delfini e fenicotteri assediano porti e strade. Divampa, dunque, una società preesistente e resistenza oggi è un termine che assume un significato nettamente diverso.
Così mentre apertamente, oscenamente i falchi nutrono i loro piccoli davanti alla telecamera orwelliana montata sul Pirellone, noi festeggiamo la nostra liberazione, nelle case, come i giganti che siamo stati, nella poca voce di una canzone popolare.

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