C’è, ed è evidente, un problema di percezione reciproca tra le forze in gioco. Forse addirittura l’intera storia del Covid, nei suoi esiti meno tragici, politici, altro non è che un insieme di incomprensioni basate, nella maggior parte dei casi, su una considerazione errata degli usi e delle culture non solo cinesi e americane ma anche europee.
Il messaggio di ieri del Presidente Conte ha parlato chiaro: il 4 maggio non sarà un liberi tutti. Solo manifattura e cantieri, più libertà, sicuramente, ma nulla di nuovo sulla scuola, la linea rimane quella tracciata un mese fa: nessuno sconto, forse, al massimo, un esame di stato in presenza.
Sarà dunque ancora lacrime e sangue, e chissà per quanto tempo. I motivi? C’è un virus in circolazione, un virus di cui sappiamo troppo poco e che sempre di più mette alla prova i nostri nervi.
Ma perché gli altri Paesi non si comportano come noi? Cerchiamo di capirlo.
La Germania, la nostra preferita. Cosa pensano i tedeschi di noi? Non che siamo spreconi, non che siamo ignoranti, non che siamo cicale, o almeno non tutti. Lo certifica Thomas Fricke che, dalla prima pagina del Der Spiegel, se la prende con chi se la prende con gli italiani parlando di insopportabile arroganza tedesca. Ogni paese, soprattutto del tridente europeo ITA-GER-FRA deve tenere a bada le proprie opposizioni, deve farlo la Merkel, tenendo stretti alla causa democristiana i tanti che vedono in AFD una possibilità concreta esattamente come deve farlo l’Italia con la questione d’onore del MES il cui solo nome eccita le opposizioni. Soluzione: nessuno è contento, nessuno è scontento.
Oppure lo siamo tutti.
C’è infatti, dicevamo, il problema della percezione. Giorni fa ha fatto molto discutere questa foto, da me postata in intestazione, dei bagnanti tedeschi presso il fiume Isar, a Monaco, educatamente distanziati e perfetto esempio di disciplina teutonica. Quella foto, come è noto a chi mastica giornalismo estero, sta dilaniando l’opinione pubblica tedesca, come la situazione italiana e spagnola, come la questione del debito europeo e della crisi che seguirà alla pandemia.
Non se la passa meglio la Francia, dove si vocifera che l’11 maggio si riapriranno le scuole, ma con una turnazione, su base volontaria e senza nessuna certezza su efficacia e sicurezza.
Non se la passa meglio la Svezia, dove si prova a raggiungere l’immunità di gregge (e dove non è mai stato imposto nessun lockdown) sulla pelle degli anziani che cominciano a morire come mosche nelle case di riposo.
Non se la passa meglio, purtroppo, nemmeno la Cina, dove una 22enne rientrata da New York da asintomatica pare avere contagiato altre 77 persone. Un disastro cui seguono i fallimenti politici e di immagine di una nazione che continua a posizionarsi e riposizionarsi sullo scacchiere internazionale.
Non è vero che è perché siamo in Italia. Succede dappertutto, e dove non succede iniziano i problemi veri, sale la curva dei contagi e aumentano le morti.
Vi lascio qualche link sull’argomento:
https://it.businessinsider.com/immunita-di-gregge-in-svezia-si-ma-sulla-pelle-degli-anziani/
https://www.notizie.it/esteri/2020/04/23/coronavirus-cina-harbin-lockdown-rientri/

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